MAURIZIO FERRANDINI Discostante Fans Club
ROCK,IMMAGINI,RABBIA,POESIA:Curiosità e recensioni sulla produzione dell'artista matuziano.Articoli e commenti a cura di RUDY NETTUNO
giovedì, novembre 03, 2011
giovedì, ottobre 06, 2011
Quello che non si accetta-recensione singolo

Quello che non si accetta è il nuovo singolo di Maurizio Ferrandini
Il termine singolo non è casuale perchè il Ferrandini ormai da anni ci ha abituati a prodezze stilistiche e musicali senza l'ausilio di altri musicisti.
L'istinto compositivo di questo artista poliedrico(musicista , scrittore, poeta ,regista) sembra non tramontare mai e ogni inizio di stagione ci porta una nuova gemma.
Questo inaspettato brano unisce il sociale all'amore e sintetizza in un azzeccato slogan tutto lo smarrimento dell'artista di fronte ad una società in continuo declino.
Il brano dal punto di vista musicale è molto interessante.
In evidenza l'utilizzo di strumenti anni 70 come il moog e l'hammond nonchè l'amatissima stratocaster sempre presente a scaldare l'ambiente sopra il quale Maurizio propone la sua "voce di cartavetro".
Da amanti di una musica sincera di tempi andati possiamo solo applaudire un cantautore al passo con i tempi che non guarda in faccia nessuno e continua per la sua strada incondizionatamente.
(Giovanni Masi)
mercoledì, ottobre 05, 2011
Quello che non si accetta(di Maurizio Ferrandini)

(di Maurizio Ferrandini)
Quello che non si accetta è
che potrebbe essere tutto migliore
se ci fosse ogni giorno più sole
quello che non si accetta è
che si uccida per la religione
che ci si offenda per una canzone
quello che non si accetta è
che in italia ogni buon mercenario
puo imbastire un giudizio sommario
che ci si debba comunque adeguare
a uno standard comportamentale
Fortuna ci sei tu con la tua semplicità
che più ci fanno male e più ti senti importante
fortuna ci sei te che sorridi di allegria
e se cii lasciano sognare
staremo insieme
Quello che non si accetta è
che la musica oggi non vende
ma chi suona si vende ugualmente
quello che non si accetta è
che nessuno ti allunghi una mano
se il tuo sogno si è fatto lontano
quello che non si accetta è
che sono tutti convinti che hai colpa
se una cosa l'ha scritta la stampa
quello che non si accetta è
che ci si sporca di scarsa coerenza
e ci si lava di beneficenza
Fortuna ci sei tu con la tua semplicità
che più ci fanno male e più ti senti importante
fortuna ci sei te che sorridi di allegria
e se cii lasciano sognare
staremo insieme
Quello che non si accetta è
che qualcuno ti debba spiegara
anche il modo di fare l'amore
quello che non si accetta è
che la gente si ammazza con l'alcool
e si becca anche un bel monumento
Fortuna ci sei tu con la tua semplicità
che più ci fanno male e più ti senti importante
fortuna ci sei te che sorridi di allegria
e se cii lasciano sognare
staremo insieme per sempre
staremo insieme per sempre
staremo insieme per sempre
Quello che non si accetta


in uscita il nuovo singolo interamente scritto e suonato da Maurizio Ferrandini
il titolo QUELLO CHE NON SI ACCETTA.
Un brano che fonde il sociale all'amore(E.Nascimbeni)
Potranno raccontarmi quello che vogliono ma racchiudere emozioni in una piccola magia di 4 minuti, che ti ricordi dopo averla ascoltarta una volta sola, rimane un dono che pochi hanno. (Gianmarco Dazzi)
lunedì, ottobre 03, 2011
LA MORTE DEL DISCO(di Massimo di Quirico)

La morte del disco Eastrock 2011 cd più libro allegato downlodabile dal sito www.maurizioferrandini.it
L’album consta di tredici brani, alcuni dei quali pubblicati in precedenza come singoli sul web, ma riveduti e rimasterizzati per l’occasione.
Il pezzo di apertura che dà il titolo all’album, “La morte del disco”, affronta le tematiche già ampiamente discusse fin qui. Maurizio denuncia con amara ironia la mercificazione del prodotto cd, relegato fra gli scaffali dei supermarket, in offerta speciale assieme al dentifricio e alla verdura, ma poco attraente:
“ho tante cose che devo comprare ma la musica si può scaricare”.
Oggi bastano pochi click su internet per avere musica in abbondanza. La quantità è più importante della qualità: l’odierno consumatore di musica non ha il palato troppo fino: “il mio cliente non ha pretese, vomita”
A mitigare l’amarezza che il testo ci fa nascere nel cuore, ci pensano il ritmo indiavolato del brano, un’orazione funebre celebrata a tempo di rock, e il sontuoso pezzo successivo, “Può solo andare meglio”, che ci regala un’infusione di ottimismo, un invito a non lasciarsi andare dopo aver toccato il fondo, ma a reagire con forza perché “le cose devono cambiare, può solo andare meglio”. E’ questo un pezzo tipicamente ferrandiniano o forse dovremmo dire discostante, usando un termine coniato dallo stesso Maurizio e ormai divenuto il suo segno distintivo. In questa canzone l’autore manifesta l’insofferenza per tutto ciò che è etichetta, convenzione, compromesso. Un uomo e un artista fuori dagli schemi.
“Cosa vorresti indietro ?” è il momento più alto dell’album. Chi non ha mai sognato almeno una volta di poter riavvolgere il nastro del tempo passato per cambiare una decisione presa, un episodio, un momento della sua vita, o poter rivedere una persona amata, una casa, un posto che non ci sono più ?
Il tema è affascinante e Ferrandini lo svolge mirabilmente, suscitando nell’ascoltatore struggenti e malinconiche nostalgie proustiane, immagini, momenti, emozioni ripescate nell’archivio dei ricordi di un’età perduta per sempre.
“Cosa vorresti indietro se tu fossi stato una farfalla
Il tuo ultimo giorno da bruco oppure il primo da regina gialla?
Cosa vorresti indietro se fossi solo dentro a una stanza
I tuoi giocattoli da bambino oppure avere una donna vicino?”
Continuando l’ascolto nell’ordine sequenziale della playlist, ci imbattiamo in una bella canzone, dolce e romantica, “Il bisogno di te”. L’uomo si scopre fragile, lui e non la donna è il sesso debole, e confessa senza timori e senza ipocrisie la propria dipendenza da lei. Si pensi a quanto questo strida con lo stereotipo di uomo macho che ci viene proposto dalla tv. Un uomo onesto e intelligente non si lascia plagiare dai modelli e non ha vergogna ad ammettere di non poter fare a meno della donna amata, abbandonandosi a un impulso irrazionale:
“il bisogno di te che la fa da padrone e non ha una stagione e non sente ragione
Il bisogno animale di stare con te”.
Questa non è l’unica canzone d’amore dell’album. La tematica, come si conviene a Ferrandini, è sempre affrontata in maniera originale, squisitamente poetica e senza mai cadere nel banale o nel melenso, rischio sempre in agguato quando si affrontano le questioni di cuore.
Gli altri due episodi sono “L’amore è un’altra cosa”, che racconta poeticamente lo stato d’animo distrutto dalla fine di una storia, e l’intensa “Esci dall’acqua”, uno dei pezzi più riusciti di questo lavoro. La canzone invita a godere del presente, ad abbandonarsi al sogno quando si può e finché si può, hic et nunc:
“Esci dall’acqua esci dall’acqua amore mio prima che sia davvero troppo tardi
e tu corra il rischio di non trasformarti
esci dall’acqua amore per chi ti vuole in un’altra dimensione
un sogno a volte dura poche ore e poi non torna più.”
“Chi non mente mente” è un attacco ironico alle mode e ai simboli più deteriori della nostra società: la tv, il botox, le droghe, i “fenomeni” del pop. Anche questo è un brano che “tira” in modo pazzesco, e il ritornello continua a mulinare in testa dopo l’ascolto.
La sequenza della playlist ci porta a “Sono un mostro”, in cui Maurizio ribadisce la propria natura di uomo contro, scomodo, discostante, incapace di vendersi, di scendere a compromessi, di omologarsi agli schemi in cui il Potere lo vorrebbe inquadrare:
“per il nostro stato sono un imprevisto, una creatura da cancellare”.
La stratocaster di Ferrandini dà il meglio di sé nell’aggressiva “Sposa una rockstar”, ma la palma del brano più “arrabbiato”, sia nella musica che nel testo, spetta a “Stanco di subire”, in cui Maurizio si scaglia a testa bassa e con violenza contro il sistema delle raccomandazioni, la corruzione, le droghe, la violenza, la pedofilia, gli scandali sessuali. Solo Maurizio e pochi altri hanno l’ardire di scrivere pezzi così coraggiosi. Anche per questo lo amiamo. Chi conosce l’opera di Ferrandini coglierà una serie di autocitazioni di suoi brani di repertorio nella parte finale della canzone.
Con un ritmo più lento, ma con la medesima irriverente audacia ecco “Pornomovimento”, un altro brano che con sottile e velenosa ironia prende di mira gli scandali sessuali che la cronaca ha portato alla ribalta. Maurizio non fa sconti a nessuno: ci sono dentro un giudice, un ministro, un presidente, il vaticano.
Il rischio contro cui Ferrandini ci mette in guardia è di lasciarsi fagocitare dal sistema, assuefarsi allo stato delle cose fino a non sorprendersi più di niente e accettare per normale ciò che invece dobbiamo continuare a considerare inaudito.
Siamo quasi giunti al termine di questa ora in compagnia della voce e delle chitarre di Maurizio, ma la playlist ci riserva altri due pezzi da novanta. “Non si finisce” è un brano che lascia il segno già al primo ascolto. Nonostante le difficoltà, le diffidenze, l’ostilità che ci circondano, nonostante l’aria che respiriamo sia appestata dal tanfo nauseabondo dell’ipocrisia, la nemica numero uno, nonostante tutto e tutti:
“non si finisce di amare, non si finisce di sognare…
non si finisce mai di accrescere l’impero
perché sei re se ami davvero”
E ci auguriamo che non finisca mai l’entusiasmo e la passione che Maurizio riversa nelle sue canzoni.
Dopo questo nuovo e graditissimo segnale di ottimismo, l’album si chiude con il cameo de “L’ultimo fiore”, un gioiello breve ma intenso e toccante, un omaggio alle persone amate che ci hanno lasciato. Solo adesso la chitarra elettrica tace rispettosamente a sottolineare la sacralità del momento.
Massimo di Quirico
giovedì, aprile 28, 2011
LA MORTE DEL DISCO:parole, musica, libertà e R&R.

Maurizio Ferrandini è una voce graffiante che canta e mette in musica temi a volte amari, spesso scomodi, quasi sempre ironici, volutamente provocatori o sottilmente provocanti. E’ un artista autodidatta, che si cuce addosso le canzoni come se si trattasse di un abito da cerimonia da indossare con credibilità e convinzione.
Da solo scrive, suona, dà vita alle sue canzoni, produce, promuove le sue opere, adattandosi ai mezzi di comunicazione di volta in volta a sua disposizione.
Da ultimo ha prodotto i suoi singoli, lanciandoli direttamente in rete sul suo sito (www.maurizioferrandini.it), dando la possibilità al suo pubblico, tramite il downloading, di accedere direttamente alla sua musica e di procurarsi, velocemente e autonomamente il suo cd (con tanto di copertine e di testi): un esperimento, una sfida, una presa di coscienza delle nuove possibilità e delle nuove frontiere della musica.
Maurizio ha impacchettato virtualmente la sua opera, con ironia e scrupolosa attenzione per ogni dettaglio.
E’ l’autenticità del sentire, la coincidenza tra i suoi pensieri e il suo cantato la prima connotazione che emerge in tutti i suoi testi.
Traspare la passione genuina, sì per la musica, ma anche e soprattutto, per musicalità nella vita in sè, in tutti i suoi aspetti. E’ un cultore degli alti ideali della verità, dell’autenticità e della consapevolezza; rifugge dalle confezioni superficiali, dall’etichettamento banale, dai compromessi diffusi e dagli atteggiamenti ipocriti dei falsi e diffusi benpensanti.
Percorrendo la sua strada in musica, ci si addentra nei territori del rimpianto con “Cosa vorresti indietro?” per ritrovarsi poi accarezzati da “L’amore è un’altra cosa”, sulle cui note si può riflettere e interrogarsi sul senso dell’amore, anche dopo che lo si è afferrato e poi perso nell’aria.
Amara e ironica la celebrazione de “La morte del disco”; convinto e sofferto lo sfogo verso le forme ipocrite del pensiero e dell’azione ne “Può solo andare meglio”.
“Il bisogno di te” è un inno sospirato all’amore e al bisogno di poesia, di un respiro, di una presenza al proprio fianco.
Si assiste poi ad un’esplosione di energia e di buoni propositi con “Sposa una rockstar”: un invito ad andare oltre le apparenze e le etichette; tema sottilmente presente anche in “Stanco di subire”, brano veloce e rockeggiante e in “Sono un mostro”.
“Pornomovimento”, invece, è una scanzonata, ironica e pungente trattazione delle sottili commistioni che si possono creare tra il sesso e gli affari politici e sociali. Un ritmato scorrimento delle cose della vita e dei sentimenti di sempre in “Non si finisce”.
Maurizio rende poi omaggio a quel bagaglio che contiene i nostri ricordi con “L’ultimo fiore”.
“Esci dall’acqua” è un delicato invito rivolto ad una ninfa ideale di venire fuori allo scoperto, “ strappare la rete dei propri dolori”, per non rischiare di inabissarsi nelle acque profonde e scure delle proprie paure e dei propri presunti errori.
Il canto diventa visionario e fantasioso in “Chi non mente mente (in arrivo da Plutone)”.
(Terry Ferraro)
Maurizio Ferrandini Official Web site
www.maurizioferrandini.it
lunedì, febbraio 09, 2009
Fiori da sfiorare (di Massimo Di Quirico)
Un nuovo disco di Maurizio Ferrandini è sempre un piccolo nuovo mondo tutto da scoprire.Ma prima di parlare dei testi, forti e pregnanti di riflessioni come da consuetudine per un lavoro di Ferrandini, faremo un’eccezione e inizieremo dalla musica. Sono infatti i mirabili arrangiamenti di questo lavoro che colpiscono maggiormente al primo ascolto. La straordinaria ricchezza delle sonorità musicali, magistralmente curate, mostrano le superbe potenzialità del musicista: il tutto è opera del solo Maurizio, che anche stavolta se la suona, se la canta (e se la arrangia), il tutto con le sue proprie forze. Un mostro di bravura! Maurizio si diletta anche nel creare degli ottimi video dei suoi pezzi, visualizzabili sul suo canale youtube. Un artista poliedrico a cui si aprono una molteplicità di strade.Venendo ai contenuti di “Fiori da sfiorare”, le canzoni del disco alternano riflessioni talvolta dolorose a momenti di eccellente poesia sui casi della vita e sui rapporti tormentati con le donne, con una prevalenza di toni teneri e romantici insolitamente spiccata rispetto ai dischi precedenti. Questo percorso genera pezzi come “Strano nonsochè” e la dolcissima “Ci sei”, mentre “Rimani in braccio a me” e la splendida “Non fa più male” toccano con dolcezza il tema delicatissimo della violenza sui minori e sui traumi psicologici conseguenti, per superare i quali occorre forza di volontà (“I lividi blu devi curarli tu”) e l’aiuto delle persone care. La tematica del mondo dell’infanzia fornisce lo spunto alla copertina coloratissima e floreale, in cui Maurizio coccola una graziosa bambina, al titolo stesso e al pezzo introduttivo, “Bambine di salvare”.All’interno della copertina troviamo poi delle belle frasi sui bambini appositamente scritte per questo disco da amici artisti, fra cui Finardi, Freak Antoni e Nascimbeni. Ma il cantautore discostante che ruggisce dentro si fa sentire prepotentemente e non mancano nel disco i momenti di rabbia, come in “Cosa c’entri col rock?”, in cui Maurizio fa ringhiare come un mastino la sua Stratocaster contro l’ipocrisia dei dilettanti del rock, che sotto la maschera da “duri e puri” nascondono il vuoto (“Bella chitarra / bella faccia da uno che la canta chiara / bel paio di scarpe / bella maglia con stampato Che Guevara / assieme ai topi in cantina hai già finito tutta la tua polverina / ma cosa c’entri col rock?”)Gli altri brani più “arrabbiati”, sia musicalmente che nei contenuti, sono “Dio denaro” e “Usami”, che attacca l’arroganza di certe donne che ritengono di poter disporre di qualunque uomo grazie alla loro presunta avvenenza (“ti avvicini un po’ a chiunque però guardi me / ma non hai capito ancora che il gioco lo gioco anch’io / ma da ben prima di te”)
“Amore elettrico” è un’amara riflessione sui casi della vita che ci portano lontano dagli affetti, mentre “Giovane interessante” è un pezzo ironico ma velato di contrarietà, introdotto dall’irresistibile Freak Antoni, fondatore degli Skiantos e capostipite del rock demenziale. Maurizio canta in questo pezzo il disagio di chi, pur avendo fornito ampia prova del suo talento, si ritrova non più giovanissimo a cercare di ritagliarsi degli spazi nel triste panorama cantautorale nostrano, come un emergente qualsiasi.Il disco si chiude con due bonus tracks, fra cui “Il dj non suona” che ha fruttato a Maurizio alcuni prestigiosi passaggi televisivi su Italia 1, ma prima di chiudere merita una menzione speciale l’originalissima “Le donne vogliono ballare”, composta da tre momenti intensi: una parte iniziale di pura poesia, un gustoso assolo di chitarra elettrica e infine le riflessioni finali sussurrate (“...Cosa vuoi più di quello che hai? / Vorrei ciò che non ho avuto / Vorrei la serenità...”) a suggello di questo percorso artistico e umano che segna un’altra tappa verso la consacrazione di questo artista.Nell’era del bombardamento dell’informazione e della musica usa e getta, il consiglio è di accantonare tutto il resto per una settimana e ascoltarsi attentamente le 17 perle di "Fiori da sfiorare". E' come un liquore sopraffino, da gustare con calma fino all'ultima goccia.
Massimo Di Quirico.
giovedì, gennaio 08, 2009
Asciugamano blu
ll tuo profumo è
nell'asciugamano blu
e lavarlo non mi va giù
chissà quante avventure
dentro ai suoi percorsi di cotone
chissà quanti colori lavati
per arrivare a questo blu
il tuo profumo è nell'asciugamano colorato
e io ci resto dentro
come fossero i tuoi occhi
e lo so bene che
che sono più chiari di così
e lo so bene che
che sei più chiara anche te
di terra gelata
di sangue del nord
di strada imbiancata
da solchi di ford
il tuo profumo è
nell'asciugamano blu
ma è dentro di me
che non se ne andrà più
sarà per questo che il cuore non mi impedisce
di fare una nuova lavatrice
è dura accendere ma
il tuo profumo non si laverà
la tua presenza è ancora qua
e nessun uomo me la ruberà
la tua presenza è ancora qua
nessun ammorbidente l'addolcirà
più di quello che avresti fatto tu
lasciando tutto il tuo profumo







