giovedì, settembre 24, 2015

CONDANNATI E CONDANNANTI (Intervista di Simone Parisi)

CONDANNATI E CONDANNANTI (Simone Parisi intervista Maurizio Ferrandini)




  • Innanzi tutto complimenti (tutto ciò per farsi amico l'intervistato che vuoterà il sacco più felice), un pezzo maturo e ben suonato. Noto una mano particolare, hai cambiato dita o qualcuno ha suonato con te?
  • Grazie per i complimenti, ti avrei comunque cancellato dalla lista degli amici che tengo nel portafoglio!
    Devo dirti che non solo non ho cambiato dita ma era un po' che non le allenavo.
    Ho suonato come le altre volte tutto da solo a parte le batterie ma mi sono avvalso di una post equalizzazione del mio storico collaboratore Silvio Anfossi e di alcune dritte segrete di Dario Patti che hanno sicuramente fatto bene al mio sound.
  • La tua Condanna, oltre che ai tuoi ricci che hai giustamente sfoltito e riempito di gel "effetto bagnato" a cosa ti riferisci esattamente?
  • La condanna è quella del suonatore suonato che non riesce a fare a meno del rock ma è anche una domanda che mi faccio, e cioè, in fin dei conti, data la mia scelta ventennale di autoproduzione estrema, se veramente io sia condannato a scomparire nelle moltitudini scalpitanti o se alla fine sia sullo stesso piano di chi pur avendo grandi produzioni alle spalle rimane tristemente nell'ombra.
  • Hai sempre una velocità d'esecuzione invidiabile, hai l'idea, fai il pezzo, fai il video e parte la condivisione. A volte dormi?
  • Lavorare da soli permette velocità di esecuzione anche se talvolta a danno della qualità.
    Credo che a livello promozionale sia importante produrre perchè se stai tre anni a realizzare un disco, quando lo sforni succede che nel frattempo magari è morto il punk, è nato il grunge, tu hai scritto Satisfaction e ti scambiano per Casadei.
    Dormo molto bene quando ho delle idee., è quando non ne ho che mi metto a pensare.
  • Adesso sarebbe anche ora di ripensare ad una normale versione, come dici tu, "in microsolchi" dei tuoi lavori, o pensi che il formato sociale sia il vero futuro/condanna degli artisti?
  • No, i dischi sono assolutamente morti non come oggetto in se (che rimane meraviglioso sia che sia vinile o cd ) ma per la scomparsa dei supporti, tutti quanti finiti nella spazzatura (noi artisti poveri è lì che ci riforniamo).
    Il social è tristissimo ma usato nella maniera giusta è una grande chance di diffusione visto che soprattutto a livello locale non c'è nessuno interessato a quello che produciamo.
  • Campeggia sempre in bella mostra il logo ed il prodotto Fender nei tuoi lavori visivi. Preferivi che dedicasse una special edition a te invece che a Ligabue?
  • Sono un fenderiano e per forza di cose la strumentazione viene fuori ma finchè non avrò una special edition non sarà mai pubblicità ostentata!
    Tra parentesi il pezzo è stato interamente suonato con quella strato del clip modificata nei circuiti e in tutti i particolari dall'amico Anfossi (che ha pianto mentre la bruciavo).
    Nel finale c'è un trucchetto e cioè un assolo di basso(sempre Fender) suonato con un Marshall jcm800...le mie dita da disadattato lo fanno sembrare una chitarra.
  • Arriva l'inverno, farà freddino, penserai ad una felpa sopra alla camicia con i pizzi o rischierai la polmonite ad ogni nuovo video solo per fare il Supergiovane
  • In realtà faceva un caldo cane quando abbiamo girato il video e l'ambientazione ci ha dato scariche di adrenalina tali che avrei desiderato essere in costume da bagno.
    Il Prossimo lavoro lo faremo in maglione e piumino ma possibilmente in un paese tropicale, nel caso pretenderò la tua presenza per vederti sudare sotto la barba. (Guarda il clip)

sabato, febbraio 21, 2015